Samarelli Giuseppe Antonio

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“…. L’argilla, morbida e malleabile, gira e rigira sul tornio, gioiosa tra le mie mani, fa sfoggio delle sue forme incantevoli.
Accarezza le mie dita, lambisce il mio palmo, vezzeggia la mia vista.
Dal nulla affiora sinuosa una forma che pare sfuggente quanto docile: un’anfora, una giara, un pignatta.
L’estro della mia immaginazione prende forma, si materializza deliziando la mia vista e le mie percezioni.
La fornace è lì, pronta per inghiottirla e restituirla alla sua foggia finale.
Ed ecco che i quattro elementi essenziali della vita si sono sensualmente e perfettamente amalgamati: terra, acqua, aria, fuoco.
Terra e acqua, elementi fondamentali per creare e modellare il manufatto grezzo; aria, necessaria per l’ essicazione; fuoco, indispensabile per la cottura.
Il risultato sarà un pezzo unico, perfetto, frutto della mia fantasia e della mia essenza.
La mia bottega, vivace nei suoi bruni colori, gioisce per l’arrivo di un nuovo elemento che la arricchisce e che tutti potranno ammirare e utilizzare…..”
Ho imparato il mio antico mestiere, unica ed ineguagliabile passione, da mio padre ereditando la sua arte ed il suo laboratorio,  in cui nulla è cambiato, tutto è rimasto al proprio posto.
Utilizzo ancora oggi il vecchio tornio a pedale  che gira e rigira velocemente ai movimenti dei miei piedi ed anche la vecchia fornace  fabbricata con cocci rotti ed alimentata da bucce di mandorla che raggiunge la temperatura di 800 -900 C°.
La mia passione trae origine da un’arte secolare, frutto di un’antica tradizione che ha interessato il mio paese, Rutigliano, detto “il paese della creta, delle candarette, delle pignatte e delle tielle”,  create dai maestri figuli.
Si ritiene, difatti, che il nome del mio paese derivi dal più antico termine latino  “Rutilius”: rossiccio - colore della terra argillosa presente nel suo territorio, utilizzata nelle numerose botteghe che un tempo gremivano e caratterizzavano Rutigliano, producendo vasellame, di vario genere e forme, cotto dai figuli nelle grandi fornaci che affumicavano il cielo per intere giornate.
Oltre al vasellame la mia bottega è un carnevale di colori: i fischietti, piccoli e variopinti manufatti sonori antropomorfi e zoomorfi (dotati di piccolo cono bucato che emette un docile suono).
Anch’essi, voce della mia fantasia, arricchiscono e colorano di gioia la mia bottega illuminando gli occhi dei visitatori, soprattutto dei piccoli visitatori: i bimbi, i quali, estasiati, si avvicinano al tornio rotante e all’opera delle mie mani che dal nulla (da un piccolo panetto di creta) creano, danno forma alla mia immaginazione.

 
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